Le cinque regole d'oro di Bill Sweetenham
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1. lentezza e precisione dei movimenti. I movimenti sia della mano che delle braccia possono essere svolti con lentezza o con velocità. La priorità, per costruire la precisione, è passare dalla lentezza alla velocità. Il processo di apprendimento infatti deve essere giocoforza progressivo. Il nuotatore deve acquisire necessariamente a bassa velocità quello che dovrà poi fare ad alta velocità. La tecnica quindi, è importante farla bene e piano; in mancanza risulta inutile. 2. l’atleta deve imparare a sentire l’acqua e per fare questo deve spendere molto tempo verso tale obiettivo piuttosto che nuotare velocemente e basta. Imparare a sentire l’acqua in maniera sbagliata ed, in raffronto, nella maniera esatta, può aiutare gli atleti ad apprendere la corretta percezione sensoriale dell’acqua. Un esempio: un allenatore può chiedere ai nuotatori di fare una vasca a stile libero con le braccia in presa, con le bracciate fuori dalla linea del corpo, esagerando e “sbagliando” un movimento, oppure con le braccia sotto il corpo; infine una vasca con bracciate sotto il corpo con una presa stretta verso il busto ed il bacino. L’atleta apprende così il controllo della trazione in modi differenti, scoprendo la corretta percezione posizione, dopo aver effettuato gli esercizi in modo errato. 3. la prima cosa che va in presa sono sempre le dita; questo indipendentemente dal tipo di stile o bracciata. E’ quindi importantissimo, sin dall’inizio, che il nuotatore tenga ferma la posizione del polso quando è in trazione. 4. nel nuoto la resistenza viene minimizzata mantenendo la testa il più possibile sott’acqua e portando così le natiche in alto. Qualunque cosa faccia l’atleta, se alza troppo la testa, questa fuoriuscendo dall’acqua, fa abbassare i fianchi e le gambe. Quindi, per incrementare la presa sull’acqua con la minima resistenza, l’atleta deve mantenere il treno orizzontale, rendendo il più possibile orizzontale tutta la posizione della colonna. 5. nel nuoto è importantissimo effettuare continuamente dei test sulla propria posizione, condizione e capacità raggiunte. Per fare questo sono appositamente studiati dei protocolli fissi e ripetibili, anche relativamente al livello raggiunto dal nuotatore e dai suoi obiettivi agonistici, per consentire una corretta valutazione (funzionale) delle capacità raggiunte dell’atleta nei vari step del suo allenamento.Pubblicato 7 mesi fa #
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cosa ne pensate?Pubblicato 7 mesi fa #
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CONCORDO PIENAMENTE! nella prima parte vale il detto:"sbagliando si impara" anche sula velocità della tecnica(non per niente prima si cammina e solo dopo si corre) sulla posizione il discorso secondo me è un po' più lungo,ma le basi sono sicuramente quellePubblicato 7 mesi fa #
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mumble mumble... terrò a mente... in effetti il discorso della testa non l'ho mai capito... bisogna tenerla già tra le braccia? sguardo avanti? a dorso guardare la punta dei piedi? o le nuvolette?? boh? di sicuro la scorsa settimana ho sperimentato la lentezza e mi è servita molto, ma lo scatto e la velocità è quel che è.....Pubblicato 7 mesi fa #
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Hai ragione Vero Sul dorso anch’io devo ancora capire dove guardare Sulla scatto e velocità se ci riesco metterò sul sito un filmato su un esercizio di tecnica dorso che ti potrebbe aiutare E sempre a proposito di dorso occorrerebbe fare il punto con Giorgio sul nuovo regolamento della virataPubblicato 7 mesi fa #
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